“LE DUE COSE PIÙ IMPORTANTI NON COMPAIONO NEL BILANCIO DI UN’IMPRESA: LA SUA REPUTAZIONE ED I SUOI UOMINI.” HENRY FORD

consulente-creditizio

Il primo “sentimento” che ho provato quando ho appreso la notizia del casino in cui Lapo si è ricacciato è stato di “Pietas“. Uso il termine latino, perchè in passato questa parola aveva un significato “nobile”, diverso rispetto ad oggi.

La Pietas degli antichi era infatti un sentimento d’amore e di rispetto. La “pietà” dei romani era quella che induceva l’Imperatore a sollevare il pollice e salvare il gladiatore sconfitto che aveva valorosamente combattuto e lottato nell’arena.

La “Pietas” è quell’urlo che si solleva dal popolo inglese per chiedere di risparmiare il nemico scozzese William Wallace mentre viene barbaramente torturato dai suoi aguzzini.

Oggi a torturare uno come Lapo sono i media, feroci come lupi. In un gioco di parole che sembra segnare un destino difficile.

In un “mondo alla rovescia”, Lapo ha combattuto la sua battaglia personale. Evito di fare retorica su questa società senza regole, fatta di apparenza, consumismo, capitalismo sfrenato privo di limiti e valori.

Di questi tempi se non nasci con il carattere giusto e ti trovi a dover ricoprire un ruolo che non ti appartiene, le crisi di identità sono dietro l’angolo. Il cervello va in tilt ed è un attimo perdere la retta via.

Oggi, però, non voglio parlare dell’uomo per cui ho provato “Pietas“. Oggi voglio parlare del “personaggio” che è qualcosa di diverso e quindi suscita in me emozioni differenti.

Se penso a ciò che quel “modello” rappresenta, la “Pietas” viene sostituita dall’idea di “Responsabilità“. Se l’uomo merita “Pietas“, il personaggio pubblico è tenuto a “Responsabilità“.

Per la professione che svolgo mi capita spesso di imbattermi in “aspiranti Lapo”, che si riconoscono in quello “stile di vita” decadente ed autodistruttivo e sono pronti a tutto pur di uniformarsi ad esso.

Se cerchi credito non puoi vivere “come se non ci fosse un domani”.

Per questo voglio fissare subito un punto fermo. Se consideri il personaggio Lapo un modello, non ti giudico moralmente ma in tutta franchezza e sincerità ti dico che non hai le caratteristiche per diventare mio cliente. Magari possiamo andare al pub e bere la birra insieme ma il lavoro è un’altra cosa.

Quelli come Lapo non rientrano nel target di clientela che si rivolge a me per realizzare un progetto. Nulla di personale contro chi fa quella vita, ma molti anni fa ho fatto uno scelta professionale diversa.

A mio parere un consulente non asseconda ma “guida”. Credo nel mio mestiere e cerco di esercitarlo con coerenza nei valori in cui mi riconosco.

Sono un operaio del credito e mi è capitato un’infinità di volte di “cacciare a calci” dal mio ufficio gente che veniva a chiedere finanziamenti senza avere la minima idea del casino intergalattico in cui voleva andarsi ad infilare. Magari la prima volta te lo dico con le buone, ma se insisti a volerti rovinare la vita non sarò più tanto cortese. Quindi comprendo benissimo la scelta tremenda che ha indotto la sua famiglia a denunciarlo.

Non parlo solo di gente che vuole indebitarsi per farsi un guardaroba nuovo, andare a giocare alle slot o comprare una macchina al di sopra delle proprie possibilità.

Parlo di tutti quei casi in cui viene violata la regola numero 1 che applico con attenzione maniacale al mio lavoro:

“La stragrande maggioranza delle famiglie italiane non dovrebbe fare un mutuo perchè non può permetterselo.”

Ho passato gran parte della mia vita in un’automobile Fiat. Ci stavo dentro da piccolino quando mio padre aveva una scuola guida e faceva l’istruttore e siccome mia madre era a scuola a fare l’insegnate mi portava con lui durante le lezioni (ero talmente piccolo che non sapevo nemmeno parlare).

La prima auto che ho guidato a 14 anni era una 500. Dentro una fiat ho trascorso l’adolescenza, diviso tra una UNO bianca ed una Panda nera. Gli anni dell’università avevo la Lancia Y, appena sposato ho acquistato un’Alfa 146.

Poi è cambiato il mondo e se ne è andata la famiglia Agnelli con ciò che rappresentava. Certo anche l’Avvocato era molto chiacchierato ma riusciva ad incarnare il modello italiano di imprenditoria familiare di successo. Oggi non compro più auto Fiat, Fca o come cavolo si chiamano. Uno come Lapo non può essere un modello da imitare e con il mondo che rappresenta non voglio averci a che fare.

Col mio lavoro cerco di aiutare famiglie a realizzare i propri sogni fatti di un nido sicuro, figli e valori sani su cui costruire un futuro migliore.

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A me piacciono gli Hobbit e non i personaggi usciti da Trainspotting.

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Sono nato e cresciuto sulle colline lucane come un Hobbit della Contea che crede nei valori della famiglia, che ama vivere con i propri affetti in semplicità.

Quindi te lo ripeto: se ami vivere come Lapo o lo consideri un figo, il mio modello di lavoro non fa per te. Arrivederci e grazie.

Per me Lapo ha bisogno di aiuto per disintossicarsi, non è uno da imitare.

Non è figo, non è uno “modello positivo”.

Io stesso ho fatto un mutuo per ristrutturarmi casa ed un altro per comprare l’ufficio in cui lavoro. Quindi quello che dico ed i servizi che offro, li vivo in prima persona anche sulla mia pelle. E’ solo grazie al credito ottenuto dalle banche che sono riuscito ad ottenere tutto il successo ed i risultati di cui oggi sono orgoglioso. Sottoscrivere un mutuo oggi è un’opportunità incredibile se hai un progetto da realizzare (e sai come farlo).

Anche le Ferrari si comprano a rate. La Corona Inglese ha sottoscritto un leasing per comprare l’ultimo elicottero della flotta (mica lo ha pagato in contanti!).

Il punto non è fare un “debito”, il credito è giusto se sostenibile e studiato per raggiungere i propri obiettivi senza rovinarsi la vita.

Quando nel 2000 ho avviato la mia attività, mi sono rivolto ad una banca per ottenere credito. Oggi tutto il mio successo lo devo al credito ottenuto dal sistema bancario. Gli istituti di credito possono essere i migliori soci d’affari (se sai come gestirli).

Dietro ogni storia di successo c’è un partner finanziario che ha creduto in quel progetto. Vale tanto per le aziende quanto per i mutui casa.

Come vedi il ricco non è Lapo. Uno che di notte simula il suo sequestro e chiama i suoi parenti per farsi mandare 10.000 dollari e fumarseli in coca e trans, non ha credibilità.

Non ne faccio una questione “semplicemente” morale, è che sono cresciuto leggendo fumetti e Spiderman mi ha insegnato che “a un grande potere corrisponde una grande responsabilità”.

Il primo problema di Lapo non è la coca, è la grande opportunità che si è giocato ed il pessimo esempio che rappresenta.

Dal mio punto di vista è 10.000 volte più ricco di Lapo un operaio della FCA che lavora come un mulo e fa anche i turni di notte per pagarsi il mutuo che ha fatto per comprare casa e crescere i figli tra mille sacrifici.

Molto più ricco di Lapo è il dipendente statale che prima di andare in pensione si fa l’ennesima cessione del quinto per mantenere il figlio a centinaia di chilometri di distanza perché deve completare l’università e prendersi quel benedetto foglio di carta che forse non gli servirà a nulla.

La vera ricchezza appartiene all’operaio della FCA che proprio ieri è venuto a chiedermi un mutuo da 60.000 euro in 30 anni perché vuole rendersi autonomo, non dipendere da nessuno ed avviare un’attività alla moglie per migliorare la posizione a tutta la famiglia.

I miei eroi, i miei modelli sono loro. Altro che Lapo. Io sto con loro e lavoro solo per loro.

Sono pronto ad accoglierti a braccia aperte nel mio ufficio se le tue ricchezze sono il tuo lavoro ed i tuoi sogni e cerchi aiuto per realizzare con estremo successo uno dei seguenti progetti:

  • Comprare casa 
  • Ristrutturare/completare/costruire casa 
  • Consolidare i tuoi debiti 
  • Ottenere liquidità per un progetto “reale”

Se è questo che hai in mente, sono pronto e mettermi al tuo fianco per aiutarti ad ottenere il credito necessario e realizzare i tuoi importanti progetti trasformando i tuoi sogni in realtà.

P.s. A proposito di deontologia professionale e di valori. Non offro consulenza creditizia a chi intende comprare case andate all’asta. Per quanto mi riguarda sulle disgrazie non si fa business.

P.p.s. Scrivo questo articolo mentre aspetto una coppia ed un notaio che arriveranno nel mio ufficio tra 30 minuti per fare un mutuo per ristrutturazione. Tra i “trattamenti di lusso” che riservo ai miei clienti c’è anche questo. Con me i mutui non si stipulano in banca. E’ la banca che viene nel mio ufficio e servire i clienti.

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  • Anna Massa

    Ti ho letto con grande attenzione e condivido ogni riga! I miei complimenti, per la tua dettagliata analisi su un uomo molto social , privo di ogni moralità e considerato un’icona di stile.Hai ricordato a tutti, cosa sono i valori veri.

  • Alessandro Salazzo

    Per la mia piccolissima esperienza nel credito ho sempre visto da parte delle banche una gelida valutazione della situazione patrimoniale, assieme a un totale disinteressamento all’oggetto della richiesta.
    Sono totalmente d’accordo sul fatto che un consulente deve essere una guida per il cliente, che difficilmente è in grado di valutare in modo obiettivo la propria situazione in quanto influenzato da mille parametri in primis l’approccio emotivo alla situazione.

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